Luisa Carrada parla di Presentation Zen, un libro di Garr Reynolds sull’arte delle presentazioni (qui trovate il blog dell’autore che tratta lo stesso tema). Sono piuttosto curioso di leggerlo, visto che Carrada afferma di averlo apprezzato molto. Al tempo stesso sono scettico, per due ragioni.
La prima è che, devo ammetterlo, la parola “zen” mi insospettisce, mi richiama alla mente la new age e tutto il corredo di boiate orientali che vanno così di moda oggi. Insomma tutta una serie di pratiche che mi lasciano a dir poco perplesso, e che considero pericolose, perchè costituiscono terreno fertile per l’affermazione di quelli che qualche post fa ho definito “cialtroni laureati” (piennellisti, parapsicologi e simili).
La seconda ragione è che, per quanto riguarda questa materia (le presentazioni, ma anche la comunicazione visiva e verbovisiva in generale), cerco di attenermi ad un modello molto rigoroso, qual è quello di Edward Tufte (senza riuscire ovviamente neppure a sfiorare i suoi risultati).