Stupefatto del mondo mi giunse un’età / che tiravo gran pugni nell’aria e piangevo da solo. / Ascoltare i discorsi di uomini e donne / non sapendo rispondere, è poca allegria. / Ma anche questa è passata: non sono più solo / e, se non so rispondere, so farne a meno. / Ho trovato compagni trovando me stesso.
Questa è la prima strofa di Antenati, di Cesare Pavese, dalla raccolta Lavorare Stanca. Negli anni in cui in Italia si diffondeva lo stile ermetico, Pavese scriveva con una chiarezza disarmante, scegliendo i suoi modelli tra i poeti americani come Walt Whitman e Edgar Lee Masters, ma curiosamente avvicinandosi a certe soluzioni della metrica classica (tutta la raccolta ha un andamento tendenzialmente anapestico). Nessuna ricerca della parola difficile, nè del simbolo o del frammento lirico; al contrario, uno stile colloquiale, ma dal ritmo incalzante e dalla grande forza narrativa.